mercoledì 19 settembre 2012

le leggi di natura,la natura della legge






Bologna  19.9.2012

Repubblica e Democrazia.

La nostra Costituzione Italiana ha come principio fondamentale il fatto che si fonda sul lavoro,inteso come razionalità limitata dell’esperienza umana.
Il fatto  che il popolo eserciti la sua sovranità dipende dai limiti della Costituzione.
Non esiste un principio ed una regola che tuteli il popolo Italiano e che sia simultaneamente  il fondamento della Democrazia.
Possiamo affrontare il problema con un semplice concetto matematico:se esiste la Democrazia esiste la Libertà;e viceversa se esiste la libertà esiste la Democrazia.
Il risultato mi dice che potrebbe esistere un limite massimo ed uno minimo per la Democrazia.
Il limite minimo deve esistere necessariamente e deve essere uguale per tutti;può essere definito come principio costituzionale sulla base del quale si esercita la Lbertà Democratica.
Il secondo principio fondamentale per la costituzione Italiana,oltre quello oggettivo fondato sulla razionalità del lavoro è il principio di minima azione uguale per tutti a base e fondamento del sistema Democratico.
Ogni cittadina/o è libero di scegliere i propri rappresentanti sulla base di un concetto di Idoneità.
La scelta è libera e deve essere garantita dall’ammissione di diversi candidati.
A conclusione possiamo dire che il sistema Democratico,per esistere, ha come fondamento il principio di libertà di scelta diretta dei propri rappresentanti.
La differenza tra la scelta di un solo rappresentante,o di due rappresentanti è chiara dal punto di vista tecnico;ed è equivalente dire che nel caso di un solo rappresentante non esiste la libertà di scelta.
Questo è un principio universale ed oggettivo per mezzo del quale si prefigura uno sviluppo della razionalità sociale nel confronto dialettico tra le parti.
Ora la realtà sociale,economica e politica,non è più solo locale o regionale,è diventata planetaria.
La differenza fondamentale rispetto alle precedenti esperienze Democratiche locali sono le condizioni del sistema natura,che in quanto tale è la condizione naturale dentro la quale avviene lo sviluppo della specie umana.
Per un sistema Democratico diventa un principio il fatto che le attività umane non distruggano le risorse naturali in modo scriteriato ed irrazionale.
Lo Stato Democratico deve quindi per principio tutelare e rispettare il sistema Naturale,non solo come patrimonio della società,ma come condizione necessaria ed indispensabile alla sopravvivenza delle specie animali e vegetali,della specie umana.
Per Principio democratico si pone la condizione dell’obbligo  della specie umana a preservare un sistema naturale .
Per principio esiste nel sistema democratico una azione fondamentale,che è simultaneamente dovere e diritto ed è la libertà di voto segreto per la scelta dei rappresentanti.
Abbiamo quindi visto tre aspetti fondamentali del Sistema democratico:
1) la razionalità oggettiva del lavoro come esperienza limitata .
2) La razionalità della libertà di scelta dei propri rappresentanti.
3) La razionalità della tutela del sistema natura.
Il quarto punto è il funzionameto della società,cioè le leggi che governano il comportamento delle persone sociali.
In Italia esiste una forma di arretratezza millenaria nella definizione in linea di principio del ruolo delle leggi nello Stato Democratico.
Non sono servite due rivoluzioni scientifiche,nè tre rivoluzioni industriali,neppure due guerre mondiali per far cambiare alla cultura Italiana la sua posizione millenaria.
La differenza è questa:la definizione : 1) - la legge è uguale per tutti- e la definizione - 2)-la legge è al di sopra di tutti-
La prima è frutto dell’esperienza per mezzo della quale si stabilscono i criteri dei rapporti,quindi le leggi sono solo il frutto di coloro che governano o hanno il potere,quindi la massima esperienza,in linea di principio.
La seconda definizione chiarisce che le leggi della natura,dalle quali il nostro comportamento naturale deriva,e dalle quali siamo regolati, stanno al di sopra di tutti.
L’esperienza codifica come leggi quelle regole che sono le basi fondamentali per l’istinto di sopravvivenza,quindi sono le regole della natura.
Mi pare che lo sviluppo tecnico-scientifico sia la base dello sviluppo sociale e non viceversa.
In Italia esiste ed è radicato un complesso di superiorità-inferiorità che deve essere superato,in quanto radicato su di uno schema vecchio ed obsoleto:la specie umana è la specie superiore su questo pianeta,rispetto alle altre.
Sulla base di questa affermazione vera ma ormai banale e stupida non si governa,perchè la natura ha principi e regole che definiscono i limiti della nostra esperienza.
Nel passato remoto dell’Impero Romano si usava dire: Dura lex sed lex.
La legge è dura ma è la legge.
Le leggi naturali non sono ancora definite chiaramente dai fisici,ma è chiaro che regolano la vita di tutto il sistema natura.
Dentro queste leggi,alle quali siamo legati consapevolmente o meno,vi possono essere margini di manovra o tolleranza,ma una volta superati i limiti ho l’idea che il prezzo imposto dalle leggi di natura non sia quantificabile.
Perciò il criterio la legge è al di sopra di tutti,intendendo per legge quelle naturali è una definizione appropriata dell’esperienza che la società umana ha compiuto fino ad oggi,Italia inclusa.
Ma forse Leonardo Da Vinci,Dante Alighieri e Galileo Galilei,per citare i più famosi,non sono ancora considerati cittadini Italiani a tutti gli effetti.
In natura esiste anche una legge fondamentale della proporzionalità,tra le masse elementari delle particelle che potrebbe essere usata come legge di proporzionalità tra eletti ed elettori.
Questo eviterebbe di raddoppiare i dirigenti con uno pseudo federalismo,e di mantenere un numero esagerato di politici come accade oggi.
L’impostazione di principio di queste osservazioni deve essere ridefinita in termini più semplici e chiari per una facile comprensione.



Nessun commento:

Posta un commento