bologna 2.11.12
Appunti di riflessione.
La legge naturale appare semplice nella definizione,ad esempio;la specie umana per vivere deve mangiare e bere una quantità minima.
Le risorse sono limitate e definite.
Se la specie umana sopravvive con una quantità minima rinnovabile,il numero può essere massimo per la specie.
Se la specie umana usa scriteriatamente la risorsa naturale la possibilità di sopravvivenza del numero della specie diminuisce.
Abbiamo perciò una legge definita come inversamente proporzionale tra quantità delle risorse usate procapite ed il numero massimo di possibilità di esistenza sul pianeta.
Se il rapporto diventa squilibrato allora si registrano altri fattori.
La legge della proporzionalità diretta ed inversa è applicabile al rapporto tra numero della specie umana - risorse,e quantità minima procapite necessaria alla sopravvivenza.
Se la distribuzione della ricchezza naturale è concentrata in alcune aree del globo,in tali punti si registra la massima concentrazione della specie umana.
Potrei continuare,con altre leggi,ma sembra sufficiente questa per dare l'idea di una legge planetaria.
La conseguenza è che si possono avere comportamenti distorti in aree ad alta concentrazione di abitanti,in quanto la possibilità di crescita è determinata dalla ricchezza limitrofa che viene estesa,e spesso superata.
Abbiamo perciò una netta divaricazione tra equilibrio naturale e crescita sociale del numero della popolazione.
La divaricazione cresce con una cultura distruttiva del tipo:ciò che utilizzo non deve essere reintegrato,il disboscamento scriteriato delle foreste.in assenza di una valutazione sull'impatto naturale determina l'acuirsi di squilibri che si agggravano nel tempo.
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