sabato 7 settembre 2013

La specie umana : figlia di Dio o della Natura.

Bo. 7.9.13


La specie umana : figlia di Dio o della Natura.

La specie umana sul pianeta era la specie dominante già da alcuni millenni,e solo da pochi secoli si era collegata a tutto il Pianeta,prendendo coscienza e conoscenza che il Pianeta era approssimativamente sferico,che ruotava di moto triplo,attorno al proprio asse inclinato,la cui inclinazione ruotava molto più lentamente, ed attorno al Sole nel moto di rivoluzione ellittica,che ogni anno è in anticipo rispetto al precedente anno.
La specie umana è quindi diventata consapevole del proprio limite materiale gradualmente,diffondendo razionalmente le nuove esperienze,come le più avanzate.
Il fascino delle scoperte gioca,o più precisamente, ha un ruolo fondamentale nella definizione immediata della realtà.
Nell'esperienza della scoperta ha ruolo lo stupore, come ammirazione estatica di qualcosa che non si era mai visto prima o capito,ma di cui non si è sicuri,ma la necessaria risposta del professionista richiede inventiva  e speculazione.
Nella classificazione delle nuove esperienze,come delle scoperte,diventa rilevante le esperienze vissute in precedenza,come cultura del sapere tramandata.
Insieme alla cultura abbiamo perciò dei riflessi condizionati,come definisce Pavlov,all'inizio del 900,prima per gli animali,ma per trasposizione anche per la specie umana,come possiamo facilmente vedere gli effetti dei programmi televisivi sull'umanità;ed i condizionamenti da essi provocati.
Il termine riflesso condizionato è un termine scientifico e logico che specifica,razionalmente e sperimentalmente,come qualsiasi specie possa essere indotta ad un comportamento incoerente dalla cultura del passato.
Esempio semplice;la teoria geocentrica di Tolomeo,andava bene finchè Colombo è andato all'avventura per scoprire che il Pianeta era circumnavigabile,allora la teoria non reggeva il confronto con le sue approssimazioni.
In seguito si è continuato a definire epicicli le orbite dei satelliti dei pianeti anche se non lo sono,per riflesso condizionato.
Di esempi ve ne sono a migliaia,del comportamenti umano manipolato al punto tale da credersi superiori pregiudizialmente ad altri.
La teoria Religiosa e la teoria Naturale hanno in comune una necessità:quella di definire le regole di base comuni a tutti,ovvero le Leggi di Dio o le Leggi della Natura,in egual misura possono essere necessarie al fine dello sviluppo della specie umana,condizionata e limitata dal sistema naturale che funziona per mezzo di leggi più vaste,che sono la condizione indispensabile per la vita sul Pianeta,quindi anche della specie umana come risultato di una evoluzione complessa.
Le diversità di impostazioni,tra Leggi religiose e Leggi naturali,dipende dalla trasformazione delle formule matematiche in Principi di Razionalità,e o viceversa.
La descrizione della Realtà è il punto di partenza per entrambe le modalità di leggi.
Anche la Religione ha forme di razionalità vincolante per le aggregazioni umane nella forma in sviluppo,da villaggio a Città,a Stato,a nazione ,fino ad un insieme di nazioni o popoli.
La Scienza si esprime in particolare con formulazioni tecniche operative utili per il lavoro innanzitutto;la religione per controllare ed indirizzare i comportamenti umani nelrapporto con i propri simili di entrambi i sessi.
Il rapporto tra le due tipologie di Leggi:quelle Religiose e quelle Scinetifiche diventa di attrito e scontro quando una delle due si dimostra inadeguata nella descrizione della realtà,che oggi viene trasformata dai mezzi di produzione in modo radicale e pericoloso per il sistema natura.
Il conflitto nasce dal fatto che per la religione il sapere della Specie umana deve essere limitato dalle leggi di Dio,sopra le quali e oltre le quali nessuno può andare.
Comprensibile,in parte dopo la scoperta e la costruzione della bomba atomica.
Incomprensibile diventa quando queste tecniche stanno distruggendo il sistema natura lentamente ed inesorabilmente,perchè ciò significa la scomparsa anche della Specie umana.
La scoperta delle Leggi di natura diventa indispensabile per la sopravvivenza della specie umana stessa e per il fatto che condizionerà le leggi della società,come anche quelle tradizionali delle Religioni del Pianeta.
Le Leggi della natura non sono una scoperta intesa nel senso di trovare qualcosa di nuovo e di materiale,la scoperta delle leggi diventa un esercizio di coerenza logica nella descrizione della realtà,che rispetto anche ad un secolo sono eccezionalmente ampliate ed approfondite.
La scoperta non è nulla di straordinario di cui ci si debba meravigliare e perdere n tal modo il rapporto completo con la realtà circostante,sia culturale che materiale.come chi è abituato a porre sè stesso su di un piedistallo.
La condizione di osservazione è privilegiata,come condizione di lavoro,ma non diventa privilegio personalistico e pretesto per collocarsi al di sopra delle leggi della Società,come ora accade alle ISTITUZIONI MONDIALI DELLA FISICA,carenti nell'osservazione ,che è diventata condizionata dal pregiudizio delle teorie precedenti approssimative,ma mai esatte nella loro completezza.
La professionalità di base scientifica richiede come base di ogni fenomeno e di ogni cosa : la comparazione tra eventi od oggetti simili,se non sussite questa condizione,il limite è nostro e non si chiama scienza,ma dogmatismo scientifico,oppure metafisica o anche antiscienza,o scienza virtuale.
Si potrebbe definire in molti modi ma nessuno che corrisponda alla base scientifica millenaria che ci ha consentito di arrivare ad oggi,ripetendo errori davvero banali e sciocchi.
Ora e sempre .- X Legio - Italica

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